Unici al mondo Tour

Chi: Michele Zarrillo | Dove: Milano - Teatro Smeraldo | Quando: martedì 13.12.2011

Tappa milanese al Teatro Smeraldo per Unici al mondo, tour di presentazione del nuovo lavoro di Michele Zarrillo.

Si tratta di un ritorno all’antico per la capitale della moda, in quanto, per il precedente tour teatrale (2009), il management del cantante aveva sorprendentemente scelto il Teatro Nuovo. La conferma del Teatro Smeraldo ci rende felici considerato il recente tam tam, ora sopito, riguardante una sua paventata chiusura (avvenuta poi nel 2012 n.d.r.).

Il concerto è iniziato verso le 21.30 e il pubblico ha immediatamente percepito che si trattava di un Michele Zarrillo particolarmente ispirato e coinvolgente. Più di uno spettatore avrà probabilmente ricondotto questo stato emozionale alla recente paternità, già di per sé lieto evento, ma ancora più sorprendente se riconducibile a persone ricche di sensibilità come il cantautore romano.

Rispetto alle ultime apparizioni, la struttura del concerto è decisamente mutata.  Michele ha fatto infatti largo uso di chitarra classica ed elettrica e riproposto pezzi che non faceva da tempo quali ad esempio la bellissima Perdono dall'album Come uomo tra gli uomini. Sorprendenti anche alcuni arrangiamenti quasi jazz dei suoi classici: Gli assolati vetriIl sopravvento e Strade di Roma; non da meno i brani del nuovo album che ci sembrano particolarmente riusciti.

La performance vocale è stata davvero al di sopra di ogni aspettativa: priva di sbavature, arricchita delle tipiche improvvisazioni zarrilliane e con una particolare attenzione all'interpretazione sentita.

Il pubblico ha reagito come sempre, ossia consumandosi le mani in applausi scroscianti e confermando, se ancora ce ne fosse bisogno,  l’impressione che Zarrillo sia un personaggio destinato a dividere nettamente il pubblico, fedelissimi da una parte e scettici dall'altra.

Da appassionati di musica italiana riteniamo che, cercando di superare la barriera dei luoghi comuni, si debba dare almeno una possibilità di un attento ascolto al fine di valutare con serenità le qualità di questo fuoriclasse del pop melodico italiano.

Anche il finale dello spettacolo è stato per certi versi sorprendente. Non tanto per i bis eseguiti al pianoforte ma per il toccante contatto con il pubblico accalcato davanti alla prima fila del teatro. Una concessione non comune per Zarrillo solitamente molto riservato e “sfuggente”.

In sintesi più di due ore di spettacolo in cui le emozioni non sono di certo mancate!



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